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Il Museo etnografico “Nunzio Bruno” rappresenta un’importante chiave di lettura antropologica e culturale della storia della comunità floridiana. La collezione che costituisce il museo nasce agli inizi degli anni ’70 per documentare la vita di braccianti e artigiani svolta durante le attività lavorative nelle botteghe e nelle masserie dell’altipiano Ibleo. E’ stata realizzata grazie all’impegno e alla passione del Maestro Bruno.

Nelle sale espositive vi sono oggetti per la lavorazione del grano, l’allevamento e l’aggiogo del bestiame, oltre a quelli riguardanti i mestieri del calzolaio, dell’apicoltore, dello stagnino, del bottaio, dell’arrotino, della sarta e della tessitrice. Il visitatore viene colpito dagli innumerevoli oggetti esposti che lo riconducono ad altri tempi e a diversi stili di vita, scanditi dal ritmo delle stagioni e dai cicli produttivi. Si ha la sensazione di udire voci e canti della tradizione popolare contadina, si percepisce la fatica del lavoro ma anche la sacralità di mestieri artigianali, accompagnati da ritualità che testimoniano tracce di culti precristiani. La collezione, gestita dal Centro studi di ricerche popolari Xiridia, frutto della passione e della costante ricerca etnoantropologica si deve all’impegno dell’artista Nunzio Bruno. Il percorso espositivo, inoltre, è arricchito da collezioni di ceramiche d’uso popolare, di vecchi giocattoli, di reperti litici e di attrezzi usati nel frantoio e nel palmento. Protagonista è la cosiddetta bottega del carradore, costruttore di carretti, con gli attrezzi, i portelli, i laterali dipinti finemente e le chiavi di carretto in ferro battuto: è la cultura artigianale del Mastru fa carretta, maestro carradore, capace di creare arabeschi di ferro battuto simili a merletti. Spicca all’occhio del visitatore un grande tornio, un tempo appartenuto al carradore don Salvatore Rizza. Attraverso tale percorso museale il visitatore può così conoscere il patrimonio artigianale, linguistico e storico-artistico della grande civiltà iblea.